In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio, infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Mi lascio ispirare Domani comincerà la grande attesa dell’Avvento e oggi il Vangelo ci propone le ultime parole di Gesù prima che inizi la salita a Gerusalemme verso il dono della sua vita per la salvezza del mondo. Gesù ci mette di fronte ad una scelta per rispondere a una domanda cruciale: come vivere il tempo in attesa dell’incontro con lui? Come affrontare ogni giornata nel desiderio di incontrarlo? Emergono quindi due atteggiamenti possibili: possiamo fare come gli struzzi che di fronte alla fatica, alla sofferenza e all’incertezza mettono la testa sotto la sabbia, sperando che tutto passi il prima possibile senza lasciare traccia; oppure possiamo imitare le civette, che anche nella notte più buia rimangono vigili a vegliare. Ti chiediamo, Signore, di non fuggire dalla realtà e da noi stessi – ma di essere capaci di accoglierla. Solo in questo modo potremo incontrarti ogni giorno, in ogni circostanza che la vita ci offre: nella gioia e nel dolore, nella spensieratezza e nella fatica. Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani Immagino Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi. Rifletto sulle domande Dove trovi la consapevolezza per vivere il momento presente? In che modo affidi al Signore le fatiche e le difficoltà del quotidiano? In quale momento della tua giornata riesci a trovare un tempo di intimità con Dio?
Sorgente: Struzzo o civetta
