LA COMUNIONE: VIVERE CON DIO NEL CUORE

( san Giovanni Maria Vianney)

O mio Dio! Quale gioia per un cristiano che abbia la fede, che, alzandosi dalla santa mensa dell’Eucarestia, se ne va via portandosi nel cuore tutto il Cielo!
Felice la casa in cui abitano tali cristiani!

Avere nella propria abitazione un secondo Tabernacolo dove il buon Dio risiede realmente, in corpo e anima!
Forse voi mi direte: “Ma se questa felicità è così grande, perchè la Chiesa ci dà il precetto – cioè l’obbligo-, di comunicarci una volta all’anno?».

Rispondo: questo comandamento, fratelli miei, non è fatto per i buoni cristiani , esso si rivolge ai cristiani indifferenti verso la salvezza della loro povera anima.

Agli inizi della Chiesa, la più grande punizione che si poteva imporre ai cristiani era quella di privarli di questa felicità; tutte le volte che essi avevano la fortuna di assistere alla santa Messa, tutte le volte si comunicavano.

Mio Dio! Come è possibile che dei cristiani restino tre, quattro o cinque o sei mesi, senza dare questo nutrimento celeste alla loro anima?
La Chiesa, vedendo come ormai i cristiani perdevano di vista la salvezza delle loro povere anime, sperando che il timore del peccato avrebbe fatto aprire loro gli occhi, ne fece un comandamento che li avrebbe obbligati a comunicarsi almeno a Pasqua.

O mio Dio! che disgrazia e che accecamento che un cristiano sia costretto con delle leggi a cercare la propria felicità!

Pubblicato da Parrocchie Castelli Cusiani

La comunità pastorale dei Castelli Cusiani è una realtà ecclesiale sorta da qualche anno e che raggruppa le parrocchie di Alzo, Artò, Boleto, Pella, Pogno e San Maurizio D'Opaglio.

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