PARIGI: DURANTE LEOLIMPIADI

ARRESTATI PERCHE’ CHIEDEVANO LO STOP AGLI ATTACCHI CONTRO I CRISTIANI

«Stop attacks on Christians!», con questa scritta un autobus di CitizenGO ha girato per le strade di Parigi in risposta alla derisione che i cristiani hanno ricevuto in mondovisione con la parodia dell’Ultima cena durante la cerimonia di inaugurazione. Ebbene, sembra che mentre a noi tutti sarebbe dovuta andar bene la messa in scena didrag queen company, a qualcuno non sia andata giù la sola presenza di un veicolo.

Lunedì sei membri del team di CitizenGO hanno dovuto passare la notte in prigione, per «protesta non autorizzata». Commenta l’avvocato dell’associazione che ha ottenuto il rilascio solo il giorno seguente: «Non era in nessun modo illegale. Sembra impossibile che si costituisca il reato di mancata comunicazione di protesta, perché non c’è alcuna protesta nella presenza di un unico veicolo. Il pubblico ministero ha superato i limiti della legge fermando l’autobus e limitando la libertà di parola. Inoltre, la procedura era irregolare».

Il messaggio sull’autobus includeva anche l’indirizzo web che rimanda a una petizione in difesa dei diritti dei credenti indirizzata alle autorità del Comitato olimpico internazionale«Cosa succede se rimaniamo in silenzio?», si legge nella petizione che ha raggiunto più di 387.000 firme a partire da mercoledì, «la nostra fede, i nostri simboli cristiani, diventeranno una parodia permanente promossa da lobby queer, Lgbt e trans, sostenute dai nostri leader globalisti e dalla sinistra internazionale». Prosegue: «Si è trattato di una parodia deliberata e feroce che umilia le nostre convinzioni più care in quanto cristiani: loro lo sanno che siamo un bersaglio facile. E finché non li fermeremo, continueranno a farlo. Si tratta di difendere la nostra fede e di fare in modo che una blasfemia così evidente non si ripeta mai più».

Questa la testimonianza di Isabel Moreno, arresta insieme a 5 altri giovani: ”La polizia ci ha mentito, dicendoci che ci avrebbero portato in commissariato solo per fare rapporto. Invece ci hanno umiliato, costringendoci a sopportare condizioni che nessun cittadino rispettoso della legge dovrebbe affrontare.

Riesco ancora a vedere i segni rossi delle manette sui miei polsi. Sento ancora le sirene che suonano mentre ci portano via.
Sono stata trattata come una criminale, spogliata completamente e perquisita, privata dei miei effetti personali e gettata in una buia cella per la notte con le altre due donne del nostro gruppo.

La paura e lo shock erano insostenibili. Ho avuto un attacco di panico. Non riuscivo a respirare. Le pareti di quella cella calda e buia sembrava che mi schiacciassero.

Ma abbiamo pregato insieme, ci siamo confortate a vicenda e ci siamo rifiutate di lasciare che le azioni tiranniche e ingiuste della polizia ci abbattessero.
Grazie a Dio, attraverso le pressioni esercitate dalla nostra squadra all’esterno, la polizia francese è stata costretta a rilasciarci, così io e i miei cinque amici siamo tornati a casa sani e salvi.

Ma la lotta è tutt’altro che finita. Siamo stati arrestati non perché abbiamo commesso un crimine o infranto delle regole (ci siamo assicurati di essere completamente in regola con la legge), ma perché ci siamo opposti alle azioni offensive durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi e abbiamo difeso i diritti dei cristiani in tutto il mondo”.

Pubblicato da Parrocchie Castelli Cusiani

La comunità pastorale dei Castelli Cusiani è una realtà ecclesiale sorta da qualche anno e che raggruppa le parrocchie di Alzo, Artò, Boleto, Pella, Pogno e San Maurizio D'Opaglio.

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