Una volta il cardinale Giacomo Biffi, forzando certamente i concetti, come solitamente sapeva fare molto bene, ma indubbiamente in maniera incisiva, disse in una sua lezione sul Paradiso: «Il Paradiso non è rinunciare ai tortellini o spiritualizzare le lasagne, ma mangiare tutti i giorni tortellini e lasagne senza la paura del colesterolo e della bilancia!». Che significa: il Paradiso cristiano non è né un vuoto, con un consequenziale annullamento dell’individualità, né un vago esistere in una separatezza totale di ciò che si è costruito nella vita terrena, ma il recupero e la sublimazione di tutto l’umano.
Il Paradiso cristiano non è una sorta di nirvana, dove tutto si perde, anche l’illusione (perché secondo il Buddismo sarebbe solo un’illusione) del proprio esistere individuale; ma è il continuare a vivere individualmente nella massima e indescrivibile gioia generata dalla visione beatifica di Dio, recuperando e superando in intensità ogni gioia (piccola e grande) della
vita terrena.
